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I MESSAGGI NASCOSTI DIETRO LE FIABE: “IL MERAVIGLIOSO MAGO DI OZ”

Chi dice che le fiabe siano solo per bambini? Ormai siamo abituati ad amare cartoni animati o fiabe anche da adulti. Sicuramente c’è il nostro Bambino interiore che spesso ce le richiede, ma ci sono quelle fiabe che tutti noi portiamo nel cuore più di altre. 

Voglio condividere, con voi, la mia: Il meraviglioso mago di Oz

È una storia dalla quale mi sono sentita rapita e affascinata fin da piccola. Ricordo molto bene quel libro che tenevo tra le mani, sia la sensazione tattile della copertina ruvida, sia le emozioni che avevo mentre mi addentravo sempre di più nel fantastico viaggio di Dorothy.

Ancora oggi ricordo alcune immagini di quell’edizione e sebbene non sia più in mio possesso e non sia più riuscita a trovarla, per il mio 34esimo compleanno mi sono fatta un regalo: ho riacquistato questo favoloso racconto.

Non è stata una scelta casuale: ho cercato attentamente un’edizione di cui le immagini mi coinvolgessero, perchè potessi attraverso i disegni immaginarmi e addentrarmi ancora di più nella storia.

Cosa di questa fiaba mi attirasse da bambina è difficile dirlo. Forse il lungo viaggio in un mondo incantato di una bimba coraggiosa, forse il senso di protezione che le riservano i suoi nuovi amici, o forse (come tutte le fiabe) il lieto fine. E sì, perchè la piccola Dorothy dopo un lungo e meraviglioso viaggio riesce a tornare a casa.

“Non importa quanto triste e grigia sia la nostra casa, noi gente di carne e ossa preferiamo vivere lì, piuttosto che in un altro Paese, per quanto bello possa essere. Non esiste al mondo posto migliore della propria casa”, scriveva l’autore L. F. Baum …. E quanta verità in queste sue parole!

Ma rileggere questo libro ora che sono adulta, e ora che ho una capacità d’analisi e di interpretazione più affinata, mi ha permesso di cogliere delle sfumature che ovviamente avevo tralasciato. E farlo nel ruolo di psicoterapeuta è come se tutto fosse più accentuato.

Non riesco a vedere il meraviglioso viaggio che intraprende la piccola Dorothy se non come la metafora di un viaggio di consapevolezza.

Di fatto chi ha intrapreso un percorso di psicoterapia può sentire sensazioni molto simili e per chi non ha mai avuto questa esperienza proverò a spiegarlo meglio. La psicoterapia è un percorso fatto di alti e bassi: ci saranno momenti in cui ci si sentirà bene e altri in cui ci si sentirà peggio. Ma continuando a camminare, ci si renderà conto sempre di più del proprio potenziale, delle proprie risorse. Ci si metterà in gioco più di quanto si creda, e per quanto sia faticoso il viaggio, “la strada di casa” prima o poi la si trova.

Condivido con voi una frase che mi ha detto recentemente una mia paziente e la quale ringrazio per la commozione che mi ha trasmesso nel sentire queste parole proprio da lei: “Ho iniziato un percorso di terapia pensando di dover cambiare delle cose di me stessa e invece ho imparato ad abbracciarle e ad accettarmi per come sono”.

Ma ritorniamo a Dorothy e al suo viaggio.

Un viaggio che ha inizio nel momento in cui un tornado solleva la casa della bambina e la trasporta in volo, facendola atterrare nel Paese dei Ghiottoni. Per quanto magari non sia un’esperienza così comune trovarci da tutt’altra parte a causa di un tornado, credo che la sensazione di “venir travolti da un ciclone” sia comune più di quanto si creda. 

Tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo provato tale sensazione di smarrimento, di disorientamento e di paura. I nostri punti di riferimento svaniscono, le basi solide che credevamo di aver costruito si rivelano non così salde, e dopo un volo e una caduta, ci troviamo proprio con lo stesso stato d’animo di Dorothy: spaventati, smarriti e inermi.

Ma nella sfortuna, la disgrazia della bambina comporta la salvezza di un popolo fino ad allora ridotto in schiavitù: eh sì, perchè la casa di Dorothy schiaccia la Malvagia strega dell’Est.

Come ringraziamento di quello che involontariamente si era determinato, alla bambina vengono donate le scarpette d’argento della strega defunta, che accetta volentieri poichè le attende un lungo viaggio: Dorothy dovrà camminare a lungo per potersi recare dal grande Mago di Oz, il mago più potente di tutto il paese per chiedergli di poter tornare a casa sua, nel Kansas.

E così quando ci troviamo senza quei punti di riferimento, disorientati e impauriti non ci rimane altro che tirarci su e darci un nuovo obiettivo, una nuova direzione. E lungo il viaggio chissà quante cose ci possono accadere.

Dorothy, infatti, non sarà mai sola: lungo il cammino alla bambina e al suo cagnolino Totò si aggiungeranno tre compagni di viaggio. Lo spaventapasseri, il taglialegna di latta e il leone codardo si uniscono a lei, nella speranza di poter fare anche loro delle richieste al Mago di Oz.

Le storie di questi tre compagni di viaggio, per quanto siano molto differenti tra di loro, non possono passare inosservate e le loro richieste appaiono molto sensate se riusciamo a metterci nei loro panni.

Lo spaventapasseri desidera un cervello poichè, per quanto le sue sembianze lo rendano molto simile ad un uomo, la mancanza del cervello non lo fa sentire tale. 

Il taglialegna di latta, prima di ridursi in quello stato era un uomo in carne e ossa. In seguito ad una maledizione lanciata per ostacolare la storia d’amore tra lui e una ragazza, si trova a condurre una vita in tali condizioni, ma soprattutto senza cuore. Questa sarà la sua richiesta al grande Mago di Oz.

Infine, il leone codardo condurrà il viaggio con l’intento di ricevere dal Mago il coraggio. La mancanza di questa virtù, infatti, non gli ha permesso di diventare il Re della foresta e ne ha comportato una vita in isolamento, emarginato da tutti gli altri animali.

Nel lungo viaggio di questa strana compagnia (e si trattò davvero di un lungo viaggio!) tutti questi tre personaggi avranno modo di mostrare le loro doti. 

Lo spaventapasseri, con il suo essere perspicace e razionale, riuscirà più volte a salvare i compagni dai pericoli che si trovano sulla strada; così come il buon animo dell’uomo di latta e il coraggio del leone contribuiranno a condurre sani e salvi Dorothy nel paese del Mago di Oz, nella città di Smeraldo (chiamata così perchè lì era tutto verde, o almeno così gli abitanti credevano che fosse).

Il Mago di Oz li riceve individualmente, ma si mostra disponibile ad esaudire le loro richieste solo dopo che avranno ucciso la Strega Cattiva dell’Ovest. Ed ecco che inizia un altro lungo viaggio che li porta al cospetto della malvagia strega, che li riduce in schiavitù. 

Davanti all’ennesima ingiustizia che Dorothy si trova a subire dalla parte della Strega, molto arrabbiata le versa un secchio d’acqua addosso, liquefacendola e mostrando a tutti il punto debole di questa creatura cattiva, così tanto temuta.

Raggiunto anche questo obiettivo, decidono di ritornare dal mago di Oz, convinti che questa volta le loro richieste potranno avere ascolto, ma si trovano ad affrontare una grande delusione: il mago di Oz non è altro che un comune uomo, giunto in quella terra con una mongolfiera e per tanto considerato un Mago dal popolo che lo ha accolto.

Sebbene i tre personaggi avessero dato prova delle loro abilità, mostrando intelligenza, cuore e coraggio, avevano bisogno di qualcuno che donasse a loro tali virtù (o in altre parole avevano bisogno di qualcuno che credesse in queste capacità per loro), e il mago di Oz cercò di esaudire tali desideri. Allo spaventapasseri infilò un imbottitura di crusca e spilli nella testa come cervello:

“Il cervello è l’unica cosa che valga la pena possedere a questo mondo, che si sia cornacchie o uomini” (Mago di Oz, L.F. Baum);

all’uomo di latta gli inserì nel petto un cuore di seta pieno di sabbia:

“Uno sciocco non saprebbe che farsene del cuore, anche se ne avesse uno” (Mago di Oz, L.F. Baum);

e al Leone gli diede un cucchiaino di miele convincendolo che fosse un elisir di coraggio.

“Non esiste creatura vivente che non abbia paura quando si trova davanti al pericolo. Il vero coraggio consiste nell’affrontare il pericolo quando si ha paura” (Mago di Oz, L.F. Baum).

Ma purtroppo per Dorothy non aveva una soluzione reale per riportarla a casa e l’unica possibilità che le rimaneva era quella di rivolgersi alla Strega Buona del Sud.

Quando un altro lungo viaggio la conduce da lei, scopre che di fatto aveva da sempre avuto gli strumenti per ritornare a casa: quelle scarpette d’argento acquisite dalla Strega Malvagia dell’Est, infatti, potevano portarla ovunque lei avesse voluto. E così fu… in un baleno si ritrovo a casa, nel Kansas a riabbracciare la zia Emma e lo zio Henry.

Ma cosa ci insegna questa storia? 

Probabilmente a ognuno di noi lascia un messaggio diverso, un significato personale. Ma è inevitabile vedere come questo viaggio abbia cambiato emotivamente tutti i personaggi.

Dorothy con il suo viaggio aiuta i suoi amici a credere in se stessi, a conoscersi e a guardare le loro qualità. 

Non avviene una trasformazione magica in qualcosa di diverso da ciò che erano già, ma prendono coscienza di se stessi e delle proprie potenzialità, imparando a sfruttarle meglio.

Proprio quello che avviene attraverso una Psicoterapia!

Dott.ssa Sonia Allegro

Psicologa-Psicoterapeuta

WORKSHOP sul rilassamento, il litigare e il parlare in pubblico

Segui il link per guardare il video di presentazione dei workshop

https://www.youtube.com/watch?v=5GtLbOxj25c

 

Quest’anno gli psicoterapeuti dell’Associazione Eco hanno partecipato al Festival della psicologia proponendo diversi workshop, che trovate qui di seguito.

 

Attenzione: anche se il festival è finito i workshop sono sempre attivabili. Contattateci a info@ecoassociazione.it per sapere quando ripartiranno.

Eccovi sinteticamente esposte le nostre proposte

Workshop per addetti ai lavori:

  • Strumenti di consapevolezza
  • La raccolta della storia di vita

Workshop per tutti:

  • Attimi di spensieratezza
  • Impariamo  a litigare
  • Parlare in pubblico
  • Emotion/social skill training
  • Uomini che amano le donne
  • Prima delle parole

 

ATTIMI DI SPENSIERATEZZA

Dimenticare lo stress quotidiano e rigenerarsi attraverso un’esperienza diretta di: Training Autogeno, Mindfullness e Ipnosi.

A chi è rivolto?

A tutti coloro che hanno bisogno di ritrovarsi.

Perché farlo?

Il workshop ha lo scopo di avvicinare le persone a tre percorsi possibili per gestire le emozioni, diminuire lo stress E per sfruttare le potenzialità del proprio inconscio.

Verranno illustrati brevemente i percorsi e successivamente li si potrà già sperimentare.

La persona avrà così la possibilità di trovare il percorso che sente a lei più affine ed eventualmente approfondirlo in seguito.

Al termine dell’attività i partecipanti saranno in grado di utilizzare le tecniche acquisite in autonomia.

Chi sono i conduttori?

Dott. Luca Zannino, psichiatra, Training Autogeno

Dr.ssa Luigina Pugno, psicoterapeuta, Mindfullness

Dott. Fulvio Trombotto, psicoterapeuta, Ipnosi.

Come posso iscrivermi?

Per informazioni contattare Dott. Trombotto 335 1688815 info@ecoassociazione.it

STRUMENTI DI CONSAPEVOLEZZA

Acquisire una maggiore consapevolezza di sé attraverso un’esperienza diretta di: Training Autogeno, Mindfullness e Ipnosi.

A chi è rivolto?

A psicologi, psicoterapeuti, medici, studenti di psicologia e medicina.

Perché farlo?

Il workshop ha lo scopo di far conoscere tre percorsi utilizzabili dal professionista per:

  • acquisire alcune modalità efficaci in primis per sé al fine di conoscersi, calmarsi, ricaricarsi e assumere una corretta posizione di distanza/vicinanza col paziente;
  • insegnare ai pazienti ad essere più consapevoli di sé per gestire le emozioni, diminuire lo stress e sfruttare le potenzialità del proprio inconscio.

Verranno illustrati brevemente i percorsi e successivamente li si potrà già sperimentare.

Il professionista avrà così la possibilità di trovare il percorso che sente più affine ed eventualmente approfondirlo in seguito.

Al termine dell’attività i partecipanti saranno in grado di utilizzare le tecniche acquisite in autonomia.

Chi sono i conduttori?

Dott. Luca Zannino, psichiatra, Training Autogeno

Dr.ssa Luigina Pugno, psicoterapeuta, Mindfullness

Dott. Fulvio Trombotto, psicoterapeuta, Ipnosi.

Come posso iscrivermi?

Per informazioni contattare Dr.ssa Pugno 328 8260495 info@ecoassociazione.it

LA RACCOLTA DELLA STORIA DI VITA

Come gli orientamenti psicodinamico, cognitivista, comportamentista e sistemico si approcciano alla raccolta della storia di vita del paziente.

A chi è rivolto?

A psicologi, psicoterapeuti, studenti di psicologia.

Perché farlo?

Il workshop ha lo scopo di far conoscere tre modalità utilizzabili dal professionista per fare la raccolta della storia di vita del paziente adulto, una per ogni orientamento.

Il professionista avrà la possibilità di vedere come i diversi approcci indagano la vita del paziente, notarne sovrapposizioni e differenze alla luce della propria teoria di riferimento.

Verranno illustrati brevemente gli approcci e successivamente li si potrà già sperimentare durante il workshop attraverso simulate.

Chi sono i conduttori?

Dr.ssa Valentina Congedo, psicoterapeuta, orientamento psicodinamico

Dr.ssa Luigina Pugno, psicoterapeuta, orientamento cognitivista

Dr.ssa Eleonora Materazzini, psicoterapeuta, orientamento sistemico

Come posso iscrivermi?

Per informazioni contattare Dr.ssa Congedo 338 5680428 info@ecoassociazione.it

IMPARIAMO A LITIGARE

Rabbia, vergogna, delusione, impotenza ecco alcuni emozioni e vissuti che possiamo vivere durante un litigio e che possono non rendere l’incontro/scontro con l’altro un’opportunità di crescita, ma diventare distruttivo.

A chi è rivolto?

Il workshop è dedicato a:

  • chi sente di non riuscire ad usare la propria rabbia in modo costruttivo
  • chi preferisce evitare i conflitti
  • chi non sa dire di no
  • chi al termine di un litigio si sente perdente

Perché farlo?

Il workshop ha lo scopo di condurre le persone a conoscere meglio il proprio stile comunicativo, presentare tecniche di gestione del conflitto ed esercitarsi in una modalità comunicativa assertiva.

Verranno illustrati brevemente differenti approcci e successivamente li si potrà già sperimentare durante il workshop attraverso simulate.

Chi sono i conduttori?

Dr.ssa Lorena Ferrero, psicoterapeuta.

Dr.ssa Eleonora Materazzini, psicoterapeuta e coach.

Come posso iscrivermi?

Per informazioni contattare Dr.ssa Ferrero 3397787162 info@ecoassociazione.it

PARLARE IN PUBBLICO

“Puoi presentare tu alla riunione di domani?” Se temete queste parole, se la sola idea di parlare in pubblico vi agita, allora questo workshop fa al caso vostro.

A chi è rivolto?

A quanti necessitano nel loro lavoro e/o nel quotidiano di comunicare efficacemente e senza timore, o sentono in generale l’esigenza di migliorare la propria capacità di comunicazione:

Perché farlo?

Verranno esposte le tecniche e le strategie più all’avanguardia per gestire al meglio la propria emotività, vincere la paura di parlare davanti ad un pubblico, e migliorare la forza persuasiva del discorso, che si potranno già sperimentare durante il workshop attraverso simulate.

Chi sono i conduttori?

Dr.ssa Lorena Ferrero, psicoterapeuta.

Dr.ssa Barbara De Tommaso, logopedista.

Come posso iscrivermi?

Per informazioni contattare Dr.ssa Ferrero 3397787162 info@ecoassociazione.it

EMOTION/SOCIAL SKILL TRAINING

Le emozioni sono il sale e pepe della vita. A volte la comprensione di quelle proprie o altrui non è cosa semplice e tantomeno la gestione della propria emotività.

A chi è rivolto?

A coloro che vogliono migliorare il riconoscimento e la gestione delle risposte emotive, accrescere l’empatia.

Perché farlo?

Il workshop ha lo scopo di condurre le persone a comprendere meglio il proprio mondo emotivo e a riconoscere quelle altrui, presentare modalità di gestione delle stesse ed esercitarsi attraverso simulate.

Chi sono i conduttori?

Dr.ssa Lorena Ferrero, psicoterapeuta.

Dr.ssa Luigina Pugno, psicoterapeuta.

Come posso iscrivermi?

Per informazioni contattare Dr.ssa Pugno 328 8260495 info@ecoassociazione.it

UOMINI CHE AMANO LE DONNE. GRUPPO DI RIFLESSIONE.

“Perché lei mi ha lasciato? Dove ho sbagliato? Perché non è più come all’inizio? Cosa vogliono le donne da noi uomini?”

Nella nostra attività di Psicoterapeuti spesso ci capita di imbatterci in uomini che esprimono la loro difficoltà nell’incontro con il genere femminile. Anche quando sono desiderosi e propensi ad innamorarsi, ad iniziare una relazione, a conservarne una in corso, molti si scontrano con la fatica di incontrarsi con l’altro sesso in maniera serena, costruttiva ed egualitaria.

A chi è rivolto?

Agli uomini che amano le donne.

Perché farlo?

Per condividere le proprie difficoltà.

Chi sono i conduttori?

Dott. Alessandro Siciliano – Psicologo, Psicoterapeuta.

Dr.ssa Chiara Delia – Psicologa, Psicoterapeuta.

Come posso iscrivermi?

Per informazioni contattare il Dott. Siciliano 3391255583 info@ecoassociazione.it

PRIMA DELLE PAROLE

La nascita di un bambino porta con sé cambiamenti e scoperte reciproche, gli occhi ed i gesti di genitori e figli si intrecciano in uno scambio comunicativo prezioso ed entrambi imparano ad osservarsi e a capirsi.

Le parole, però, arrivano in un secondo tempo, cosa avviene prima?

A chi è rivolto?

Genitori con figli nella fascia 0-2

Perché farlo?

Il workshop ha lo scopo di avvicinare i genitori all’osservazione e alla migliore comprensione del proprio bambino. Verranno illustrati brevemente i fattori psicobiologici e l’importanza delle relazioni primarie, poi le triadi saranno guidate attraverso griglie strutturate all’osservazione delle prime fasi di sviluppo della comunicazione dei loro bambini: gli sguardi, le azioni, i gesti, i vocalizzi fino alle prime parole.

Al termine dell’attività i partecipanti saranno in grado di utilizzare le tecniche acquisite in autonomia e avranno a disposizione uno strumento efficace per una maggior consapevolezza delle dinamiche di comunicazione e relazione del loro bambino.

Chi sono i conduttori?

Dr.ssa Debora Tonello, psicoterapeuta età evolutiva

Dott.ssa Barbara De Tommaso, logopedista

Come posso iscrivermi?

Per informazioni contattare Dr.ssa Debora Tonello 3397978793 info@ecoassociazione.it