Negli ultimi anni si sono moltiplicate in modo davvero allarmante le truffe che vengono perpetrate online. Spesso nascono attraverso una iniziale presa di contatto, arrivando a carpire la fiducia della vittima per poi estorcerle in modi differenti somme più o meno alte di denaro. Queste forme crudeli di reato, si basano su tecniche di persuasione, manipolazione e ingegneria sociale; determinano danni ingenti non solo da un punto di vista finanziario, ma anche e soprattutto psicologico con una traumatizzazione che, per certi versi, ricorda quanto accade alle vittime di stupro: proprio per questo si parla talvolta di stupro affettivo.
Nel 2024, ci dice il report della Polizia Postale il numero totale di tutte le truffe online in Italia ha raggiunto i 18.714 casi, con un aumento ben del 15% rispetto al 2023 e le somme sottratte hanno registrato un incremento del 32%, passando da 137 milioni a 181 milioni di euro! E il 2025 sembra addirittura segnare un nuovo preoccupante aumento del fenomeno, grazie anche dell’uso delle nuove tecnologie di intelligenza artificiale, soprattutto per quel che riguarda le truffe finanziare, mentre quelle prettamente affettive, sono in leggero calo. Questi dati già allarmanti di per sé, rappresentano comunque solo la “punta dell’iceberg”, perché sono ancora troppo poche le persone che, per motivi diversi, effettivamente denunciano.
La truffa origina spesso da una “banale” richiesta di amicizia, i messaggi si fanno via via sempre più frequenti fino a diventare quotidiani, intimi, affettuosi, estremamente comprensivi. Insomma, piano piano si diventa amici o amanti, senza però accorgersi che la “corda intorno al collo” ha già iniziato a stringere, senza accorgersi che il tempo che non si trascorre a chattare lo si passa ad aspettare con ansia il messaggio successivo. Non si parla di soldi, non si parla di problemi, si è solo amici, ci si confida come con nessun altro, ci si fida, non si ha alcuna forma di timore, fino a quando…inizia la richiesta di soldi che sia per accorrere in aiuto di quell’amico a cui si è imparato a voler bene o quando viene avanzata la proposta di un affare a cui non possiamo proprio rinunciare.
A quel punto oramai la dipendenza affettiva è instaurata e si è totalmente in balìa, la possibilità di scegliere e discernere è oramai estremamente ridotta, grazie a raffinate tecniche di manipolazione.
È oramai accertato, che dietro questi odiosi reati si celano gruppi estremamente organizzati di criminali, che talvolta vengono affiancati da figure che ben conoscono l’animo umano e come potersi inserire nelle pieghe della volontà per piegarla e plasmarla. Ci sono alcuni aspetti situazionali e soggettivi che possono influire sulla riuscita o meno della truffa.
L’utilizzo di strumenti come chat e messaggistica istantaneafacilitano processi di maggiore disinibizione e maggiore idealizzazione dell’interlocutore. Quando leggiamo un messaggio, contrariamente a quello che succede nelle interazioni “reali”, siamo noi stessi ad aggiungere alcuni elementi comunicativi importanti, come ad esempio l’intonazione e la prosodia, adattandolo alle nostre aspettative, questo rende l’instaurarsi del rapporto più veloce ed intenso rispetto all’interazione vis à vis. A questo poi si aggiunge l’attività criminale di analisi dei comportamenti e delle aspettative della vittima per allinearsi il più possibile e ottenere la sua totale fiducia.
Allo stesso modo il presentarsi spesso come persone autorevoli, colte, benestanti o addirittura famose facilita l’insorgere di alcuni aspetti di sottomissione e soggezione di fronte a qualcuno che potrebbe sembrare autorevole, rendendo il soggetto più propenso a soddisfare le richieste di soldi o informazioni sensibili.
Un altro aspetto che contribuisce a cadere vittima di una truffa è il senso di estrema fretta e urgenza che viene indotta facendo credere di dover agire immediatamente, se si vogliono evitare conseguenze disastrose o per ottenere benefici straordinari. Lo stato di allerta che si genera compromette il processo decisionale razionale e porta ad agire impulsivamente e abbassa notevolmente la capacità di discernimento e di controllo razionale sugli eventi.
E non pensiamo di essere al riparo da questo genere di truffe perché siamo cauti o perché ci si è informati sul tema, perché, al contrario, questo potrebbe portare ad una eccessiva fiducia e ad un senso come di autocompiacimento che ugualmente rende estremamente vulnerabili.
Alcune ricerche, sebbene ancora davvero esigue, si sono soffermate sull’individuare quali elementi possono rendere maggiormente vulnerabili le vittime, anche se rimane non chiaro quanto gli elementi individuati siano effettivamente fattori predisponenti o, piuttosto, effetto dello stato di sudditanza emotiva e trasporto affettivo di cui si finisce vittime. Si sono infatti rintracciati di frequente nelle vittime di truffa, alcuni tratti di personalità come scarso autocontrollo e impulsività, ma anche una sensibilità nei confronti dell’autorità ed un bisogno di mantenere una forma di coerenza; dopo aver soddisfatto una iniziale piccola richiesta si è più inclini a farlo anche con quellesuccessive, più onerose, proprio per il desiderio di rimanere coerenti. Alcuni fattori contestuali come un recente evento traumatico, spesso legato ad eventi di perdita possono rendere più vulnerabili.
Credo però sia utile sottolineare come spesso i truffatori si insinuino in quelle piccole aree di vulnerabilità presenti in ciascuno di noi; l’umano narcisistico piacere nel sentirsi apprezzati, la gratificazione nel sentirsi importanti, l’inconfessabile desiderio di avere soldi e fama, qualche volta persino il tentativo di dimostrarsi più scaltri di chi si trova dall’altra parte dello schermo!
Perché, attenzione, il rischio di giudicare come ingenue, avide o troppo impulsive le vittime è un rischio, sia perché rende troppo sicuri (e quindi più vulnerabili), ma soprattutto perché conduce a quel giudizio feroce del “se l’è andata a cercare” che riporta alla ritraumatizzazione e alla stigmatizzazione della vittima, che tuttora tristemente accade anche nelle vittime di stupro. Già troppo spesso nelle vittime oltre al danno economico è il danno psicologico, è la vergogna con il conseguente isolamento, è la perdita di fiducia in sé e negli altri che più di tutto porta in una spirale di pericoloso pessimismo, ansia e depressione che talvolta porta fino al suicidio. Per questo è fondamentale conoscere, informarsi e soprattutto non giudicare, mai!
A tal fine ricordiamo che attraverso il sito della Polizia Postale (www.commissariatodips.it) si possono inviare segnalazioni o domande su fenomeni che possono essere ricondotti alle “truffe romantiche” e non.
La stessa Polizia Postale suggerisce di:
Chi da anni è al fianco delle vittime di truffe affettive e online è ACTA, Azione Contro le Truffe Affettive(www.facebook.com/ACTAitalia), nata proprio a Torino grazie alla caparbietà e determinazione di Jolanda Bonino, che ogni giorno è accanto alle vittime di truffe e ai loro familiari e che contribuisce a combattere lo stigma e a fare corretta informazione.
Se quindi pensi di poter essere vittima di una truffa, o se pensi lo sia una persona a te vicina, contatta la Polizia Postale o ACTA e se pensi di avere bisogno di uno psicoterapeuta che ti aiuti a superare la dipendenza affettiva e il trauma subìto, l’associazione ECO da anni si occupa di fornire supporto e psicoterapie con specialisti qualificati.
Dott.ssa Chiara Delia
Psicologa – Psicoterapeuta




