PERCHE’ SIAMO SUPERSTIZIOSI?

La superstizione è l’insieme di credenze o pratiche rituali fondate su presupposti magici e soprannaturali. Di conseguenza il pensiero superstizioso consiste nella credenza che determinati gesti, o oggetti siano in grado di influenzare eventi futuri, o di proteggere la persona superstiziosa. Queste credenze vengono da molto lontano e spesso non ne conosciamo l’origine, che si è persa nella notte dei tempi. Le superstizioni possono essere raggruppate in alcune categorie: portare bene o male; amuleti, talismani e portafortuna; scaramanzie e rituali. Vediamoli brevemente insieme.

Portare bene e male

L’atto di toccare è il portafortuna più diffuso: scaccia la sfortuna e attira la buona sorte. Toccare ferro, legno, il sedere, i testicoli, o una zona della statua di un santo. Forse il lettore non sa, che i fuochi di artificio usati a capodanno servono a spaventare il male e a illuminare il cammino al bene. Porta bene anche la coccinella, forse per la sua funzione anti parassitaria. Portano male invece gli invidiosi. L’invidia è considerata la madre del malocchio. Portano male gli incantesimi, i sortilegi, i gatti neri associati nel medioevo al diavolo e alle streghe. I gatti sono un esempio di come l’appartenenza culturale determini l’essere o meno superstiziosi. Se in Europa i gatti neri portano male, soprattutto se ti tagliano la strada, in Asia sono invece portatore di ricchezze. Chi non ha visto nei ristoranti cinesi la statuetta di un gatto con la zampa alzata? Porta male sentire il verso di una civetta, il venerdì 17 e gli specchi rotti.

Amuleti, talismani e porta fortuna.

L’amuleto è un oggetto che ha una funzione protettiva. Può essere di origine vegetale come il quadrifoglio e l’olio (quest’ultimo usato come benedizione per ungere i re, i sacerdoti e i profeti), minerale come le pietre protettrici e il sale, o animale come la zampetta del coniglio, i denti, o il corno.                                   Il corno di corallo rosso è uno degli amuleti più diffuso nel mondo ed è anche considerato il più potente. In assenza del corno si può sempre usare il doppio corno formato da indice e mignolo protesi in avanti. Sono amuleti molto diffusi la mano di Fatima, l’occhio di Horus, lo scarabeo e i tatuaggi. L’amuleto funziona a 360 gradi, mentre il talismano ha una funziona specifica. Il talismano viene creato per raggiungere un determinato obiettivo, la sua magia consiste nell’attirare forze per il raggiungimento dell’obiettivo per cui è stato creato. Entrambi conferiscono sicurezza e fiducia in chi li possiede.

Superstiziosi o scaramantici?

Essere, o non essere superstiziosi, dipende dall’epoca in cui si vive, dal Paese in cui si vive, dalla religione di appartenenza. Nel Medioevo era normale essere superstiziosi, mentre l’illuminismo, con il suo accento sulla ragione, ha creato uno spartiacque temporale tra quando si “poteva essere” superstiziosi, e quando invece esserlo ti faceva diventare un credulone.                                       La superstizione è una pulsione istintiva a scongiurare possibili situazioni dannose. Risponde al bisogno della nostra mente di esercitare un controllo sulla realtà. La sua funzione è di ridurre l’ansia e di contribuire a razionalizzarla, anche se può non sembrare così basandosi essa su forze immateriali. Dobbiamo qui ricordare un funzionamento importante dell’ansia, e cioè che si nutre si immaginazione. L’ansia infatti, a differenza della paura, non ha un oggetto concreto. Diciamo avere paura dei cani, di prendere l’ascensore ecc. Nei periodi di crisi geopolitica, o personale, quando la realtà esterna e/o interna è più instabile si sente il bisogno di proteggersi, o di influenzare positivamente gli avvenimenti. La stessa persona che usa un pensiero di causalità scientifica dimostrata, può usare un pensiero magico, fondato su simboli. Jane L.Risen parla di doppio funzionamento del pensiero, che da una parte si basa sul razionale, dall’altra parte sulla magia.

Oggigiorno definirsi superstiziosi può generare un senso di vergogna e portare ad occultare i propri comportamenti. Tutt’al più ci si definisce scaramantici, che sembra socialmente più accettabile, in quanto è una forma leggera di superstizione. Infatti chi non ha mai mandato via messaggio un quadrifoglio, delle dita incrociate, o le dita indice e mignolo che fanno un gesto di scongiuro?

Dr.ssa Luigina Pugno

Psicologa – Psicoterapeuta

Riferimento bibliografico: E. Moro, M. Niola, Gatti neri e specchi rotti, ed. Einaudi

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