“Era solo un commento.” Così iniziano molte storie di violenza psicologica digitale. Una frase scritta di fretta sotto un video, un meme ironico, una risata sarcastica in un gruppo pubblico. Nulla di grave, almeno in apparenza. Eppure, sommati, questi gesti costruiscono una rete invisibile di ostilità quotidiana. Non è il grande...